La Mezzaluna Rossa rivela: oltre 20mila vittime per l’alluvione in Libia!

La Libia, uno scenario di caos e distruzione, è ancora una volta al centro delle cronache internazionali per una tragedia che ha causato la morte di migliaia di persone. Un’alluvione catastrofica ha colpito la città portuale di Derna, provocando il crollo di due dighe e una devastazione senza precedenti.
Mentre il numero delle vittime continua ad aumentare, la Procura generale ha deciso di avviare un’indagine per comprendere le cause di questa tragedia e per capire come sia stato possibile ignorare gli avvertimenti sulla pericolosità delle dighe. Le richieste di indagine sono state avanzate sia dal presidente del consiglio presidenziale, Mohamed al-Menfi, che dal primo ministro ad interim del governo di Tripoli, Abdel Hamid Dabaiba. È indispensabile fare chiarezza su questa vicenda, che ha causato una perdita inimmaginabile di vite umane.
La situazione nella Libia, divisa da amministrazioni parallele, è già di per sé estremamente complicata. Tuttavia, il procuratore generale Al-Siddiq Al-Sour è uno dei pochi funzionari il cui mandato copre l’intero paese. È fondamentale che l’indagine sia condotta in modo approfondito e che vengano individuati i responsabili di questa tragedia.
Secondo le prime informazioni, sembra che la diga vicina a Derna non sia stata oggetto di manutenzione dal lontano 2011 e che i fondi stanziati per la sua manutenzione siano stati utilizzati in modo improprio o addirittura scomparsi nel nulla. Questa negligenza ha avuto conseguenze disastrose, portando alla perdita di migliaia di vite umane.
Le stime della Mezzaluna Rossa libica sono allarmanti: si parla di circa 11mila morti e 20mila dispersi, con oltre duemila corpi trascinati via dalle acque del mare. Tuttavia, molti funzionari di Derna, tra cui il sindaco Abdulmenam al-Ghaithi, ritengono che il numero delle vittime possa superare addirittura le 20mila unità. Un vero e proprio dramma umanitario, che colpisce in particolare i bambini, che rappresentano un terzo dei decessi.
Le immagini che giungono da Derna sono sconvolgenti: intere famiglie sono state spazzate via dalla furia dell’alluvione, le case sono state ridotte in macerie e le strade sommerse da un fiume di fango. I soccorritori lavorano incessantemente tra le macerie, alla ricerca di sopravvissuti e di corpi da recuperare. La disorganizzazione che si respira sul campo è la testimonianza di un paese dilaniato da anni di instabilità politica.
Secondo l’Organizzazione meteorologica mondiale delle Nazioni Unite, la maggior parte delle morti avrebbe potuto essere evitata se solo si fosse agito in modo tempestivo ed efficiente. Tuttavia, la disorganizzazione che caratterizza la Libia dal 2011 ha impedito qualsiasi azione coordinata per far fronte a questa emergenza. La politica ha prevalso sulle esigenze della popolazione e il risultato è stata una tragedia di proporzioni inimmaginabili.
Ora è tempo di fare i conti con questa tragedia, di individuare i responsabili e di porre fine a un’instabilità politica che ha causato solo distruzione e morte. La Libia deve ritrovare la sua dignità e il suo orgoglio, e solo una vera unità politica e un impegno concreto possono permetterle di farlo. Oggi, però, piangiamo le vittime di questa terribile alluvione, vittime di una negligenza che non può essere ignorata.
